Manciù, l'Ultimo Imperatore. Racconto di una mostra
> Castiglione, l’arte tra Oriente e Occidente
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Mostra Manciù - Undici appuntamenti con il sinologo Adriano Màdaro lungo "La Via della Seta e la Civiltà Cinese"
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Manciù, L'Ultimo Imperatore. Racconto di una Mostra
Undici appuntamenti con il sinologo Adriano Màdaro lungo "La Via della Seta e la Civiltà Cinese"
A cura di Francesca Ambroso
5. Castiglione, l’arte tra Oriente e Occidente
Lang Shining, Giuseppe Castiglione, fu il più grande pittore del Settecento in Cina. Sotto il regno dell’Imperatore Kangxi introdusse a Corte la “scienza” della pittura occidentale con la prospettiva e la sapienza dei giochi di luci e ombre. |
«In Italia, tranne pochissimi esperti in materia, si ignora che il più grande pittore del Settecento in Cina sia stato un italiano. Aveva un nome cinese, si chiamava Lang Shining, un nome che lui stesso si era attribuito quando era arrivato in Cina e di cui è ancora incerto il significato, potrebbe essere 'colui che porta la conoscenza da lontano'. Si tratta di Giuseppe Castiglione, un fratello coadiutore gesuita, nato nel 1688 a Milano che fin da piccolo aveva dimostrato attitudini pittoriche.
L'imperatore Kangxi verso la fine del suo regno, all'inizio del 1700, essendo interessato a riformare la cultura e le arti e a introdurre le tecniche e le scienze occidentali in Cina, chiese ai Gesuiti di Pechino che procurassero un pittore abile dall'Europa che venisse a insegnare ai pittori di corte la prospettiva, l'incarnato dei volti, la veridicità delle fisionomie e quindi potesse portare una riforma nella pittura piatta cinese, soltanto pensata per i rotoli di inchiostri di china. L’idea era quella di impreziosire lo stile cinese.
Il dipinto che raffigura il vaso di fiori, esposto fino a febbraio, è tra i primi realizzati da Castiglione in Cina e ancora risente molto della tecnica e del gusto barocco italiano. Realizzato con le tempere cinesi sulla seta, è uno dei primi tentativi di mediazione tra la cultura artistica occidentale e quella cinese. Castiglione diventò in seguito così abile nella padronanza delle tecniche della pittura cinese su seta da creare lo stile straordinario che ritroviamo nel dipinto dell'Imperatore a cavallo.
A lui si deve l’innovazione della ritrattistica. Nella tradizione cinese i ritratti generalmente non venivano fatti ai vivi per una sorta di pregiudizio secondo cui farsi ritrarre da vivi significava essere vicini alla morte. I pittori cinesi dell’epoca disponevano di 'cataloghi' con varie tipologie di volti, fronti, nasi, occhi da sottoporre al committente. Il risultato era che i ritratti si assomigliavano tutti. Da ciò l’insoddisfazione dell'Imperatore che iniziò a chiedere maggiore veridicità e personalità.
Abbiamo la certezza di quale fosse la reale fisionomia di Qianlong proprio grazie ai dipinti di Castiglione. Le opere più importanti sono quelle che lo ritraggono a cavallo, durante le sue ispezioni al Sud, quelle in compagnia delle concubine, le imperatrici, poi i bellissimi dipinti realizzati nella Città Proibita con la neve, l'imperatore che gioca con i suoi bambini, ecc.
I cinesi conoscono questo pittore col nome di Lang Shining . Pochi sanno che in realtà era italiano. Nella sua biografia si dice 'nato a Milan' che è una località lungo la Via della Seta. E' quindi facilissimo darlo per cinese a tutti gli effetti.
Di lui in mostra non si poteva avere di più, saranno quattro i dipinti esposti. Due fino a febbraio, e due da febbraio a fine mostra.»
Adriano Màdaro è uno dei massimi esperti mondiali della Cina dove, negli ultimi trentacinque anni, ha compiuto 169 viaggi con lunghi soggiorni e percorrendo anche le regioni più remote, dalla Mongolia al Tibet, dalla Manciuria all'isola di Hainan. Dal 1991 fa parte del Consiglio direttivo permanente dell'Accademia Cinese di Cultura Internazionale con sede a Pechino, unico membro non cinese. Ha curato per Casa dei Carraresi il ciclo delle quattro grandi mostre 'La Via della Seta e la Civiltà Cinese'.
Link utili
Manciù. L'Ultimo Imperatore: sito ufficiale della mostra
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