Manciù, l'Ultimo Imperatore. Racconto di una mostra
> Manciù, una dinastia di guerrieri
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Mostra Manciù - Undici appuntamenti con il sinologo Adriano Mądaro lungo "La Via della Seta e la Civiltą Cinese"
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Manciù, L'Ultimo Imperatore. Racconto di una Mostra
Undici appuntamenti con il sinologo Adriano Màdaro lungo "La Via della Seta e la Civiltà Cinese"
A cura di Francesca Ambroso
3. Manciù, una dinastia di guerrieri
1644. Conquista militare del Celeste Impero da parte dei Manciù. La Cina diventa il più grande, il più ricco, il più potente Impero del mondo. Gli eserciti degli Imperatori Manciù impiegarono almeno un ventennio per imporre il proprio comando sull’intero territorio della Cina e continuarono per tutto il XVIII secolo nelle ulteriori conquiste delle Regioni Occidentali fino al cuore dell’Asia Centrale.
Quale segno della conquista imposero ai Cinesi e agli altri popoli sottomessi l’usanza tartara di radere i capelli fino a metà cranio pettinando ciò che restava in una lunga treccia che ricadeva sulla schiena e che non doveva essere mai tagliata, pena la morte. Una tradizione che verrà osservata ufficialmente da tutti i sudditi maschi fino al 1911, anno della caduta della Dinastia Manciù. Archi e frecce furono le armi della conquista e rimasero nella tradizione anche quando l’esercito imperiale fu dotato delle armi moderne.
In mostra le divise militari degli Imperatori Manciù e dell’esercito, gli elmi e i simboli delle “Otto Bandiere”, l’arco e la sella dell’Imperatore Qianlong. |
«I vessilli esposti in mostra sono di seta, sono quelli che effettivamente furono usati nei cortei all'epoca dell'Imperatore Qianlong. Essi erano preceduti da alfieri che portavano bandiere e insegne ad annunciare la presenza dell’Imperatore. Al centro hanno ricamate nuvole policrome, simbolo del Cielo di cui l’Imperatore era il figlio. In un’altra versione (che sarà esposta da febbraio), negli stessi vessilli le nuvole sono rappresentate da un disegno grafico a spirale.
A volte le file delle insegne potevano estendersi anche per qualche chilometro da entrambi i lati della strada e alla popolazione veniva ordinato di ritirarsi. Nessuno infatti poteva vedere il corteo a parte i gruppi di funzionari che dovevano tributare gli inchini.
I vessilli, le divise militari e gli abiti imperiali esposti provengono tutti dalla Città Proibita. Sono oggetti di primaria importanza e grandissimo valore, tesori di Stato, conservati al buio in caveaux blindati, a temperatura e umidità regolari per timore che i pigmenti delle sete possano soffrirne. Non vengono mai esposti, per questa mostra è stata fatta un’eccezione ma con un limite di tre mesi di esposizione. A febbraio gli abiti, le divise militari e i dipinti saranno sostituiti da altri di pari interesse e valore. »
Adriano Màdaro è uno dei massimi esperti mondiali della Cina dove, negli ultimi trentacinque anni, ha compiuto 169 viaggi con lunghi soggiorni e percorrendo anche le regioni più remote, dalla Mongolia al Tibet, dalla Manciuria all'isola di Hainan. Dal 1991 fa parte del Consiglio direttivo permanente dell'Accademia Cinese di Cultura Internazionale con sede a Pechino, unico membro non cinese. Ha curato per Casa dei Carraresi il ciclo delle quattro grandi mostre 'La Via della Seta e la Civiltą Cinese'.
Link utili
Mancił. L'Ultimo Imperatore: sito ufficiale della mostra
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