Una Marca in Palio: dalle imprese dei cavalieri ai versi dell’amor cortese
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Una Marca in Palio: dalle imprese dei cavalieri ai versi dell’amor cortese - Mercati, sfilate, duelli e antiche fiere: rinasce il Medioevo della Marca
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Una Marca in Palio: i palii nella Marca Trevigiana.
Dalle imprese dei cavalieri ai versi dell’amor cortese -
Mercati, sfilate, duelli e antiche fiere: rinasce il Medioevo della Marca
La vita della Marca Storica - Sfilate in costume, feste a tema, rappresentazioni storiche, banchetti, celebrazioni: l’autunno della Marca Trevigiana celebra la sua storia con numerosi appuntamenti che rievocano il suo antico passato. I vecchi mestieri tornano in vita accanto alle gesta dei grandi eroi e regnanti, mentre la cultura cortese fa da sfondo alle imprese d’amore di cavalieri e cortigiane. Il ricordo popolare prende vita nei costumi realizzati ad arte e nelle scene ricostruite nei dettagli: feste, combattimenti, riti, fiere, sfilate rivivono nei resti dei castelli, negli spazi suggestivi delle piazze, nelle radure dei boschi. Così i piccoli borghi e le città della Marca rievocano il loro passato: Montebelluna rivive i travagliati tragitti degli antichi mercanti, Castelfranco ripropone i duelli d’amore e i versi dei trovatori, Vittorio Veneto torna ad essere l’antico borgo di vassalli e cortigiane.
Ricostruiti grazie alle documentazioni storiche conservate negli archivi, questi eventi ripropongono e ricostruiscono la vera realtà della Marca medievale: scene di vita contadina, rievocazioni di pene ed esecuzioni capitali, piccole parentesi di politica e amministrazione.
Pene ed esecuzioni - Esecuzioni capitali e amputazioni anticamente erano all’ordine del giorno e avvenivano sotto gli occhi dei cittadini come monito e avvertimento morale. Le esecuzioni cruente avvenivano ad almeno tre miglia dalla città e comprendevano impiccagioni, amputazioni, roghi, corbellature. Nelle piazze si poteva essere esposti nella gabbia, alla berlina oppure fustigati.
La tortura era estremamente rara e richiedeva il permesso degli anziani e dei consoli di Treviso, a volte addirittura quello dei due consigli dei Quaranta e dei Trecento; consisteva generalmente nel ‘tratto di corda’ o nell’ustione dei piedi. Il condannato veniva condotto (o ‘strascinato’) al patibolo preceduto da un frate con la croce, un esponente della corte del podestà, un notaio dei malefici, uno o più banditori.
La vita contadina - La vita dei contadini era strettamente legata alla terra, ai suoi ritmi stagionali e da essa ricavavano praticamente tutto quanto serviva. Gli attrezzi dei ‘contadini’ (abitanti del contado, cioè della campagna) e dei ‘villani’ (abitanti delle ville, cioè i borghi di campagna) erano di legno, ricavati da piante diverse a seconda del loro uso, della durezza o dell’elasticità che veniva richiesta nei vari lavori. Spesso gli strumenti di lavoro erano realizzati col legno di varie specie di salici, particolarmente flessibili, usabili come legacci o nella costruzione di cesti.
Macchine da guerra - Ogni assedio richiedeva opere di ingegneri per la costruzione di macchine in grado di scagliare proiettili sulle difese nemiche. Venivano costruite al momento, a volte con mezzi di fortuna, sempre con molta inventiva e molti spunti personali che si innestavano su alcuni schemi di base. Le ‘artiglierie’ più efficaci erano i trabucchi, una specie di catapulta a contrappeso che nei casi più sofisticati permetteva addirittura di correggere le parabole di tiro spostando i contrappesi sul braccio di potenza della leva.
Una Marca in Palio
I palii nella Marca Trevigiana
Palio del Vecchio Mercato – Montebelluna
Palio del Castel d’Amore – Castelfranco Veneto
Assalto al castello – Vidor
Palio dei Mussi – Riese Pio X
Alla corte caminese - Vittorio Veneto
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