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Asolo celebra la sua regina: Caterina Cornaro
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Caterina Cornaro. L'illusione del regno
A cinquecento anni dalla morte Asolo celebra la sua regina
Una mostra, un convegno e una serie di appuntamenti per rivivere i fasti dell'epoca. Così Asolo celebra i cinquecento anni dalla morte di Caterina Cornaro, una delle donne più affascinanti della storia che nella cittadina trevigiana scelse la sua vita di corte nel 1489.
"Caterina Cornaro. L'Illusione del regno" è il titolo del convegno (9 ottobre) e della mostra ospitata al Museo Civico di Asolo (8 ottobre-7 novembre) che allude ad una continua ricerca del regno perduto.
Figlia del patrizio veneziano Marco Cornaro e di Fiorenza Crispo, Caterina apparteneva a una delle famiglie più ricche ed influenti del patriziato della Serenissima. Educata in monastero, a 14 anni fu data per procura in sposa a Giacomo II Lusignano, re di Cipro e d'Armenia.
Alla morte del marito fu sottoposta a stretto controllo da parte della Serenissima, che le impose l'abdicazione. Caterina si ritirò fra la pianura trevigiana e le colline e qui diede vita ad una splendida corte rinascimentale, decorata dagli affreschi del Giorgione, dove il cardinale umanista Pietro Bembo ambientò 'Gli Asolani', trattato sull'amore celeste e l'amor profano. La speranza di un ritorno a Cipro fu sempre viva e con essa l'inestinguibile sogno di un regno perduto.
In occasione delle celebrazioni, promosse dal Comune di Asolo e dalla Regione del Veneto, fra i preziosi documenti che ricostruiscono storia familiare, luoghi e vicende personali della regina di Cipro, di Gerusalemme e di Armenia, viene esposto per la prima volta il testamento autografo di Caterina del 1508, e il manoscritto di Antonio Colbertaldo, la più attendibile biografia della Cornaro, in vista della sua prossima pubblicazione.
Il Barco di Caterina Cornaro
Realizzato nel 1490, il Barco si estendeva per circa 38 ettari ed era formato da tre circuiti di mura, il più esterno e più grande (45 ettari) era dominato da un grande torre colombiana, attraversato da corsi d'acqua e destinato alla caccia. Il secondo, racchiuso tra mura merlate, con un lungo edificio su di un lato era destinato alla vasta corte di residenza. Il terzo racchiudeva gli orti con giardini e una retrostante pescheria. Centro amministrativo di un'area agricola, il complesso era anche luogo di svaghi per la regina e la sua corte e centro d'incontro di artisti famosi.
Oggi - Della struttura rimangono visibili oggi la barchessa con tracce di antichi affreschi, l'oratorio ed il loggiato.
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