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La Marca Trevigiana è un paradiso verde diffuso
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Uno dei più vasti d'Italia - L’altopiano del Cansiglio (circa m.1000 s.l.m.) è ciò che resta dei fitti boschi veneti dell’epoca preistorica ed è ritenuto uno dei più vasti e relativamente ben conservati che esistono in Italia.
Il terreno - Il Cansiglio è caratterizzato da un terreno di natura calcarea con una ricca circolazione idrica sotterranea. Le forme carsiche superficiali sono costituite da inghiottitoi, cioè delle fratture allargate delle rocce che assorbono l’acqua che riaffiora poi ai piedi dell’altopiano e forma il lago Morto, il lago di Santa Croce e le sorgenti dei fiumi Livenza e Meschio. Nel tempo si è sviluppato anche il carsismo profondo: si contano un centinaio di cavità conosciute ed esplorate. Tra le più famose: il Bus della Genziana con 3,5 Km di gallerie e una profondità massima di 582 m; il Bus della Lum, un pozzo verticale di 185 m; l’Abisso X con 125 m verticali e altre tre cavità che superano i 100 m.
Il legname – A partire dal 1548 il bosco del Cansiglio venne sfruttato per la costruzione delle navi. Il legname veniva trasportato a Venezia lungo il Piave con partenza dal lago di Santa Croce e immessi in un canale appositamente scavato fino a Ponte delle Alpi. Dopo la caduta di Venezia, avvenuta nel 1797, il bosco fu sfruttato dalla dominazione napoleonica con devastazioni che ne ridussero sensibilmente il perimetro. In epoca austriaca venne decretato bosco imperiale e fu protetto dopo il 1866 con la fisionomia di bosco demaniale.
I Cimbri - Agli inizi del XIX secolo la foresta del Cansiglio fu insediata dalle popolazioni dei Cimbri che portarono qui la lingua e la particolare cultura dei territori della Baviera. Del periodo sono rimaste alcune costruzioni tipiche nei villaggi di Le Rotte, Vallorch, I Pich, Canaie, Campon e Pian Osteria dove, il 18 agosto 1984, è stato inaugurato il centro di etnografia cimbra in Cansiglio con annesso il Museo. |