Meschio > La filanda nell'economia del vittoriese
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Segherie, mulini, magli e filande
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Bachi da seta - Prima del decollo della locale ‘rivoluzione industriale’ negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, il lavoro dei campi nella zona di Vittorio Veneto impegnava l’ottanta per cento della popolazione maschile e femminile. Un’attività connessa all’agricoltura era l’allevamento dei bachi da seta.
Seta, ricchezza del territorio - L’allevamento del baco forniva alla famiglia rurale il primo compenso dell’anno, necessario alle spese di semina. Per molti anni la produzione di bozzoli fornì la materia prima, la seta, storica ricchezza del territorio. L’allevamento del baco aveva dato vita ad un vero e proprio settore industriale che comprendeva gli stabilimenti bacologici e le filande.
Gaete - Prima che sorgessero i grandi stabilimenti la fase di trattura, ossia la lavorazione dei bozzoli (‘gaete’), aveva un carattere prettamente domestico e veniva effettuata con piccole filande artigianali.
Le filande - Con il passare degli anni da ‘artigianale e domestica’ la lavorazione della seta si fece industriale. Questo cambiamento segnò l’inizio di una vera e propria industria serica. A Vittorio Veneto lo sviluppo dei grandi stabilimenti meccanici di filatura cominciò verso i primi anni dell’Ottocento e vide nascere le filande Paludetti e Calbo-Crotta. |