Architettura > La Villa del Cinquecento > Le Ville Palladiane
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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Andrea Palladio - Nel periodo 1530-1560 numerosi esponenti del patriziato veneziano, che avevano investito il proprio patrimonio in appezzamenti fondiari, decisero di trasferirsi, per periodi più o meno lunghi, in residenze di campagna che potessero dar loro la possibilità di seguire da vicino il lavoro delle aziende agricole. A progettare gli edifici della nobiltà fu chiamato Andrea Palladio, il maggiore architetto veneto del cinquecento, che progettò costruzioni grandiose, specchio dell’orientamento culturale dei committenti, ispirate ai principi dell’arte classica.
Fronti colonnate con timpano - Le ville palladiane, tutte molto simili per struttura morfologica e funzionale, riflettono le tipologie costruttive degli antichi palazzi nell’utilizzo di fronti colonnate con timpano e nella presenza di portici, arcate e depositi.
Due sono le tipologie di base: lo sviluppo orizzontale su un unico piano con barchesse, portici e ali annessi e la costruzione di un blocco centrale con sviluppo verticale senza unità laterali.
Grande salone - Le costruzioni presentano al centro della planimetria un grande salone attorno al quale si articolano le stanze degli appartamenti residenziali. Al piano terreno l'architetto crea luoghi di soggiorno per i periodi caldi dell'anno; le sale sono ricavate tra il salone d'onore e le ali per non occupare troppo spazio nel contesto generale. La facciata della villa spesso propone tipiche logge molto sviluppate in avanti con pronai dorici o ionici, oppure rientranti. In ogni caso le costruzioni, sempre maestose e imponenti, si fondono armoniosamente con la natura in un gioco continuo di rimandi e richiami tra architettura e paesaggio.
Villa Emo, Fanzolo di Vedelago
Villa Barbaro, Maser
Villa Zeno al Donegal, Cessalto Veneto
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