Architettura > La villa del Novecento
|
 |
I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
|
 |
La villa del Novecento - Dopo la crisi della Grande Guerra, che aveva spinto molti a cercare rifugio nelle campagne, inizia un periodo in cui si sente la necessità di recuperare e salvaguardare gli edifici che rivestono particolare importanza storica. Con l’avvento del fascismo nelle ville si impone la moda dannunziana, voce della ricca borghesia.
Le ville decadono - Nel corso della Seconda Guerra Mondiale la campagna non è più in grado di assicurare un rifugio sicuro, specie durante il periodo della Resistenza. Le ville decadono, vengono abbandonate e spogliate di tutte le ricchezze. Buona parte del patrimonio artistico viene venduto ad antiquari o disperso. Per ridurre le spese di manutenzione molti parchi vengono venduti privando gli edifici delle adiacenze circostanti.
Nuove costruzioni - Finita la guerra le nuove costruzioni si diffondono in tutta la campagna veneta e le ville vengono circondate da una serie di edifici che limitano il suo antico ruolo di dimora isolata.
Abbandono e desolazione - Con il diffondersi dei mezzi di trasporto che permettono rapidi spostamenti le campagne vengono abbandonate in favore delle mete di mare o montagna. Si accentua così per le ville lo stato di abbandono e desolazione.
Giuseppe Mazzotti - Fu per opera delle fotografie di Giuseppe Mazzotti (fotografo, scrittore e alpinista) e del suo impegno civile che lo stato di degrado in cui versava un così importante patrimonio culturale, come quello delle Ville Venete, venne portato all'attenzione della cosienza collettiva: la sua spassionata denuncia contribuì in modo determinante al recupero e alla salvaguardia di un'intera civiltà. |