Architettura > La Villa dell'Ottocento
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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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La villa dell'Ottocento - Con la fine della Serenissima cambiano radicalmente i rapporti tra città e campagna. Mentre Venezia perde gradualmente la sua forza accentratrice, la terraferma raggiunge una propria autonomia. A poco a poco si viene creando una nuova classe di proprietari terrieri: si tratta di famiglie non veneziane e venete o di nobili locali imparentatisi con famiglie straniere che avviano un processo di latifondismo parallelo al nascente sviluppo industriale. L’attività e l’ambiente agricolo vivono un periodo di razionalizzazione con la nascita di una figura di operaio-contadino che si dedica contemporaneamente al lavoro nelle industrie e nei campi.
La solitudine e la tranquillità della natura - In questo contesto le ville non sono più viste come dimore signorili e macchine agricole, ma sono il luogo in cui si cerca la solitudine e la tranquillità della natura. Elemento caratterizzante delle dimore di quest’epoca è la presenza di grandi parchi e giardini che circondano gli edifici spesso superandoli per cura e importanza.
Biblioteche, accademie, teatri - Più tardi, quando il romanticismo cede il posto alla cultura del positivismo, i proprietari delle ville diventano gli animatori della vita del paese e promuovono l’apertura di biblioteche, accademie, teatri. |