Architettura > La Villa del Quattrocento > Barco della Regina Cornaro
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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Dimora quattrocentesca che Caterina Cornaro - Ad Altivole, di fronte alla chiesa, si apre la Strada del Barco che conduce a ciò che rimane della dimora quattrocentesca che Caterina Cornaro volle edificare a pochi chilometri da Asolo su terreni di proprietà familiare.
Edificio riccamente decorato a fresco - Dell'antica costruzione rimane solo un lungo edificio riccamente decorato a fresco, testimone dell'importanza e della raffinatezza di quello che fu il tentativo di ricreare in terra veneta un luogo che ricalcasse le caratteristiche delle culture araba e persiana, abbandonate dalla regina nel suo rientro da Cipro.
Fu battezzato dal Bembo ‘Paradiso’ - Completamente circondato da mura, il complesso è composto da spazi aperti e attrezzati per la caccia, giochi d'acqua e particolari colture. Per queste sue caratteristiche fu battezzato dal Bembo ‘Paradiso’. Iniziato nel 1491 su progetto di Piero Lugato, l’edificio voleva essere un trionfo della cultura umanistica. L’estesa tenuta era percorsa da piccoli fiumi, derivati dal Piave, che irrigavano campi e broli, alimentavano fontane e giochi d’acqua. Nel Barco di incontravano letterati e uomini di cultura in ricevimenti e sfarzose feste.
Luogo degno di un re di Francia - L’edificio non fu mai perfettamente completato secondo il suo progetto originario neppure dagli eredi testamentari, ai quali era stata più volte raccomandata la custodia e l’ultimazione. Danneggiato nel 1509 dagli eserciti della Lega di Cambrai, fu descritto da un Gonzaga come un ‘luogo degno di un re di Francia’.
Indirizzo: Via Barco n.51 - Altivole
Attuale destinazione d'uso: proprietà Amministrazione Provinciale di Treviso
Visitabile solo all'esterno
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