Architettura > La Villa del Seicento
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La villa per il piacere estetico - Nel seicento la villa veneta perde il suo valore di organismo produttivo e diventa sempre più luogo di villeggiatura, costruito e decorato per il piacere estetico e di prestigio. Tutto ciò è incrementato dalla cultura umanistica che idealizza la natura. Non basta praticare la vita rustica: si vuole goderla attraverso l'arte. Così le dimore si arricchiscono internamente di dipinti e affreschi raffiguranti barocche scene bucoliche di fantasia o ispirate ai dintorni.
Massimo valore al salone centrale - Diventano d'obbligo gli affreschi mitologici o storici, ma compaiono anche i personaggi o i gruppi di famiglia che si fanno immortalare affacciati da finte porte o balaustre, in atto di leggere, suonare, conversare. Viene dato massimo valore al salone centrale riconoscibile anche all’esterno per le sopraelevazioni a timpano o a cupola. Il salone, sviluppato in genere su due piani, è interrotto a metà da un ballatoio a sbalzo al quale si affacciano le porte e le finestre degli ambienti superiori.
Il desiderio di stupire - Grande attenzione viene riservata ai giardini che vengono sostituiti alle adiacenze agricole. Uvunque domina il desiderio di stupire, di meravigliare con giochi d’acqua, gruppi scultorei, peschiere, torri e labirinti.
Il Terraglio nella Marca Trevigiana - Nella Marca Trevigiana è il Terraglio la zona più rappresentativa di questa epoca con il suo continuum di residenze e parchi disseminati lungo il Sile assieme al territorio di Asolo e la pedemontana del Montello. |