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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Scuola dei Battuti

Confraternita dei Battuti - L’edificio apparteneva alla confraternita dei Battuti, il cui nome si deve alla pratica purificatoria dell'autoflagellazione.

E’ decorata da affreschi - La facciata della Scuola si presenta scandita da archi a sesto acuto al piano terreno e da eleganti trifore al piano superiore. E’ decorata da affreschi di Ludovico Pozzoserrato raffiguranti scene bibliche e il salvataggio di confratelli per opera della Vergine.

Duomo cittadino nel 1756 - L'edificio religioso, annesso nel 1354 alla Scuola stessa, divenne nel 1756 Duomo cittadino. L’interno venne ristrutturato secondo il gusto neoclassico del tempo, ma un restauro stilistico lo riportò nel 1956 alle forme gotiche. Conserva una tela di Palma il Giovane, affreschi di fine '400 ai pilastri della terza arcata, ‘S. Francesco riceve le stigmate’ di Francesco Beccaruzzi e, all'altare maggiore, ‘Madonna in trono e santi’ di Cima da Conegliano. Un passaggio sotto il campanile tardo-quattocentesco conduce in un campiello dal quale si sale alla tardotrecentesca Sala dei Battuti. Nel corso del XVI secolo le sue pareti furono completamente ricoperte da 27 riquadri a fresco con storie dell'Antico e Nuovo Testamento realizzati da vari artisti tra cui Francesco da Milano e Ludovico Pozzoserrato.

Palazzo Municipale

Seconda metà del XVIII secolo - Fu costruito nella seconda metà del XVIII secolo su progetto originario dell’architetto trevigiano Ottavio Scotti, in seguito rimaneggiato nel secolo scorso. Nel sottoportico del palazzo sono conservati busti e lapidi, una delle quali dedicata a Giovanni Battista Cima.

A Conegliano il libro di Giove - Il soffitto della sala consiliare è decorato con tre affreschi incorniciati da stucchi. L’ovale centrale raffigura Giove con gli dei dell’Olimpo che consegna a Conegliano il libro delle sue leggi; gli affreschi laterali rappresentano la Gloria che incorona un guerriero e le Arti della Pace che inneggiano all’avvenimento. I dipinti potrebbero celebrare l'elevazione di Conegliano a rango di città nel 1837 concessa con decreto dall'imperatore d'Austria Ferdinando I.

Casa di Cima

Sede della fondazione dedicata al pittore - Alle spalle del Duomo è visitabile la Casa di Giovanni Battista Cima, ora di proprietà della Fondazione dedicata al pittore coneglianese. E' sede della fondazione dedicata al pittore e conserva anche reperti di epoca preromana (XIII secolo a.C.).

Lapidi del '500 - Oltre porta Ruio è via Caronelli, a partire dal 1675 centro del ghetto ebraico. Testimonianza di questa comunità è, fuori dall'abitato, il cimitero le cui lapidi più antiche (la prima risale al 1545, l'ultima al 1874) sono decorate con gli emblemi zoomorfi delle principali famiglie.

Teatro dell’Accademia

‘Il Conte Ory’ di Gioacchino Rossini - Il Teatro Accademia, ultimato nel 1868, venne edificato nel breve periodo in cui Conegliano si trovò sotto il dominio austriaco e fu progettato dall’architetto udinese Andrea Scala. L’edificio andò a sostituire il vecchio Teatro Concordia (attuale via Teatro Vecchio) che non risultava idoneo a soddisfare le richieste della città. Il progetto originario, pensato per un effetto grandioso, prevedeva davanti all’edificio la sistemazione di quattro grandi leoni che successivamente vennero ridotti a due e trasformati in sfingi a causa delle contestazioni nate per la scelta del luogo e per l’elevato costo. L'inaugurazione del Teatro avvenne il 5 settembre 1869 con ‘Il Conte Ory’ di Gioacchino Rossini.

Oratorio Beata Vergine della Salute

Nel 1652 durante la peste - Fatto costruire da Rinaldo Montalban nel 1652 in occasione della peste, si affaccia lungo via XX Settembre. In origine, attraverso un passaggio ancora esistente, era collegato con Palazzo Montalban Nuovo. La facciata si sviluppa su un porticato a tre arcate. La parte superiore è decorata con motivi geometrici che richiamano il profilo architettonico dell'impianto strutturale. L'interno è impreziosito da un altare del seicento in pietra e marmo policromo e da una pala centinata raffigurante il dipinto ‘Madonna incoronata da Angeli’, di Antonio Zanchi.

Palazzo Sarcinelli

Secondo i canoni dell’arte veneta rinascimentale - Edificato nel secondo '500, il palazzo è costruito secondo i canoni dell’arte veneta rinascimentale. Costruito dalla Famiglia Sarcinelli di Ceneda, ha ospitato personaggi illustri come la regina Bona di Polonia nel 1556, Massimiliano arciduca d’Austria ed Enrico III re di Francia 1574.

Galleria d’Arte Moderna - L’edificio, con alla base un ampio porticato, si presenta con una linea architettonica abbastanza semplice e lineare. Nella facciata si aprono quattro monofore ed una tetrafora centrale. Il salone centrale è decorato con preziosi stucchi. Oggi è sede della Biblioteca Civica e della Galleria d’Arte Moderna e ospita mostre nazionali ed internazionali.

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Venerdi 10 febbraio
Coperto (max. 1°)

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