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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Abbazia Santa Bona

L’altare maggiore risale al 1592 - Il complesso abbaziale è caratterizzato dalla sobrietà e dalla semplicità tipiche dello stile romano. La chiesa è a navata unica con due altari laterali dedicati a San Benedetto e a San Girolamo. L’altare maggiore risale al 1592 e anticamente custodiva al suo interno le reliquie della santa egiziana Bona, da cui il nome dell’abbazia. A causa dei danni provocati dalla Grande Guerra le spoglie furono trasferite a Verona, fino al completamento dei restauri, avvenuto nel 1940. La base del campanile risale al XIII secolo, mentre la parte superiore è stata completamente ricostruita.

Fondata tra 1106 e il 1110 - Fondata tra 1106 e il 1110, l’abbazia di Santa Bona deve le sue origini alle consistenti donazioni fatte ai monaci benedettini di Pomposa da parte di alcuni crociati appartenenti alla nobiltà vidorese. Il complesso monastico, formato dalla chiesa, dal campanile, dal chiostro, dalla sacrestia e dalla sala del capitolo, divenne ben presto il fulcro dell’intensa opera di bonifica delle vicine aree dei Palù, opera precedentemente iniziata in epoca romana.

Oggetto d’interesse - Oggetto d’interesse di svariate famiglie nobiliari della provincia, l’abbazia venne presto affidata in commenda, fino ad arrivare alla definitiva soppressione nel 1773 anche a causa della vita dissoluta che vi si conduceva. I suoi beni vennero messi all’asta ed acquisiti dal nobile Niccolò Erizzo, che si impegnò nella ristrutturazione e nell’ampliamento del complesso abbaziale. Semidistrutta dai bombardamenti della Grande Guerra, l’abbazia di Santa Bona venne radicalmente ristrutturata e venduta alla famiglia da Sacco, che ne detiene tuttora il possesso.

Grande affresco del Quattrocento - Il chiostro dell’abbazia è a pianta quadrata, chiuso ai lati da muretti che sorreggono una serie di colonne in pietra. Particolari sono le quattro colonne angolari, che per gli elementi decorativi ricordano quelle del monastero di Follina. La parte sud è abbellita dalla presenza di un grande affresco del Quattrocento che rappresenta ‘La Vergine in trono con Gesù benedicente fra San Giovanni Battista e San Girolamo’.

Chiesa arcipretale

Tabernacolo probabilmente opera del Canova - La chiesa, dedicata al Nome Santissimo di Maria, è a navata unica circondata da numerosi altari laterali risalenti al Settecento. L’altare maggiore, costruito con marmo di Carrara, è sovrastato da un tabernacolo con ai lati due angeli, probabilmente opera del Canova o della sua scuola. La chiesa, progettata dall’architetto Giovanni Rossi, fu edificata sul luogo dell’antica chiesa di Santa Maria del Castello, sulla cima del colle. Originariamente in stile neoclassico, subì una radicale modificazione in seguito ai danneggiamenti provocati dal Primo Conflitto Mondiale.

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Venerdi 25 maggio
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