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TEMI NELLA MARCA TREVIGIANA - ARTE E ARCHITETTURA - LA MARCA SUD OCCIDENTALE
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Giorgione - Madonna in trono con bambino
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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Duomo

Imponente edificio - L'imponente edificio si trova al centro della città. Fu progettato da Francesco Maria Preti nel 1723 in sostituzione di una preesistente chiesa romanica.

Aperto al culto nel 1746 - Aperto al culto incompleto nell’aprile 1746, il Duomo di S. Maria Assunta e S. Liberale rimase privo della cupola e dell’atrio progettati all'inizio. La facciata fu aggiunta solo nel 1892-1893, su disegni del castellano ingegnere Pio Finazzi.

Francesco Maria Preti - Il Duomo di Castelfranco è considerata l’opera riassuntiva e più alta della vasta produzione progettuale di Francesco Maria Preti, l'opera che più di tutte esprime le sue teorie architettoniche, successivamente riprese in altre chiese della zona (Vallà, Salvatronda, Caselle d’Altivole, Tombolo), nel Teatro Accademico di Castelfranco e nelle ville Pisani, a Stra, e Corner, a Cavasagra di Vedelago. La costruzione segue gli ideali della media armonica proporzionale. Sul vano centrale si aprono tre cappelle per lato, tra loro comunicanti, sopraelevate di tre gradini. L’intero perimetro interno è cinto da un ordine architettonico scandito da colonne binate su piedistalli.

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La Pala del Giorgione
La Pala del Giorgione - Particolare
La Pala del Giorgione - Particolare
La Pala del Giorgione - Particolare
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La Pala del Giorgione - Oltre alla Pala del Giorgione, il Duomo conserva numerose opere d’arte. Tra le altre: la pala del coro, con la Discesa di Cristo al Limbo di Giovanni Battista Ponchini (circa 1500-1570), collaboratore del Veronese, e al lato destro, il Martirio di S. Sebastiano di Palma il Giovane (1544-1628); negli altari laterali, le pale con l’Omaggio del Doge Pietro Orseolo a S. Marco, del castellano Paolo Piazza (1560-1621) e lo Sposalizio di Giocchino ed Anna di Francesco Beccaruzzi (1492-circa 1561); nei vestiboli laterali: i seicenteschi affreschi strappati dalla chiesa del soppresso convento dei Riformati (in Borgo Treviso), raffiguranti S. Bonaventura e S. Antonio abate, di Orazio del Paradiso (circa 1570-post 1614); l’altare dell’Assunta dello scultore Giuseppe Bernardi detto il Torretto (1694-1773).

Speciale: Lotto e Giorgione, le pale ritrovate

Paolo Veronese e Jacopo da Ponte - Nella quadreria della Sacrestia sono conservati sette frammenti degli affreschi che Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588) eseguì per la villa Soranzo di Treville, demolita all’inizio dell’Ottocento: sul soffitto Il Tempo e la Fama, sulla parete di destra le figure della Giustizia e della Temperanza e quattro ovali con putti alati. Tra le opere più significative: la Cena in Emmaus e la Consacrazione vescovile di S. Nicolò di Paolo Piazza; l’Annunciazione del castellano Pietro Damini (1592-1631), la Presentazione al Tempio di Palma il Giovane e un San Rocco ai piedi della Vergine con Bambino, attribuito a Jacopo da Ponte, detto il Bassano (circa 1515-1592).

Il Duomo è visitabile gratuitamente nei seguenti orari:
9-12 / 15-18. Per informazioni: tel. 0423-725022 (Casa del Giorgione)

Casa del Giorgione

Casa veneziana - Il nucleo originario dell’edificio risale probabilmente al secolo XIV. Nella struttura è leggibile un’impronta gotica, presente nella semifinestra lobata al primo piano. Tra il XV e il XVI secolo l’edificio subì ampliamenti e ristrutturazioni leggibili nella loggia (colonnina in pietra tenera affine alle colonne della loggia del Barco Cornaro di Altivole) che si apre al primo piano del corpo di collegamento tra i due comparti nord e sud e nell’organizzazione interna degli spazi, articolati secondo lo schema tipico della casa veneziana (saloni passanti al piano terra e al primo piano, dai quali si accede ai vani laterali).

La sala del ‘Fregio’ - La sala del ‘Fregio’ di Giorgione conserva ancora oggi due porte otturate che costituivano l’accesso ad altrettante stanze di una porzione di casa demolita. Secondo una fonte seicentesca, qui sarebbe nato il pittore intorno al 1477-1478. Nel corso di recenti lavori di restauro, eseguiti nel 2000/2003, sono stati recuperati e restaurati un elegante fregio decorativo del secolo XVI nella sala d’ingresso del piano primo e un ciclo di affreschi con scene bibliche e di paesaggio della seconda metà del secolo XVI nello studiolo del primo piano.

Casa del Giorgione
Museo Artistico
Piazzetta San Liberale - Castelfranco Veneto
Telefono: 0423 725022
Orari: 9-12 / 15-18 - chiuso lunedì

Teatro Accademico

Progettato nel 1746 - Fu progettato nel 1746 dall’architetto Francesco Maria Preti su commissione di Jacopo e Giordano Riccati. Fu costruito tra il 1754 e il 1780, ad eccezione della facciata e dell’atrio, aggiunti tra il 1853 e il 1858 su disegni dell’ingegnere Antonio Barea di Castelfranco.

Verdi, Rossini e Donizzetti - L’orginalità architettonica del Teatro consiste nella sua duplice funzione di sala teatrale per rappresentazioni e di aula per le riunioni degli Accademici. Come nel Duomo di S. Liberale, anche nel Teatro il Preti applica la Media Armonica Proporzionale, regola che permette di ottenere un’acustica ottimale. Tutto l’interno segue la regola: il quadrato della platea, il semicerchio dei palchetti, il cubo della sala, i rettangoli uguali delle logge e del proscenio. Due logge simmetriche laterali, sorrette da colonne corinzie, si affacciano sulla platea e inquadrano altrettante arcate serliane con arco a tutto sesto affiancate da finestre coronate da frontoni. Le serliane furono chiuse nel corso della ristrutturazione ottocentesca, che eliminò anche l’originario zoccolo a bugnato rustico e la linea sinusoidale delle tre file sovrapposte di palchi. La radicale opera di trasformazione coinvolse anche il soffitto: l’affresco originario di Giambattista Canal fu sostituito dall’allegoria rappresentante L’Immortalità tra la Virtù e la Gloria che dispensa serti di alloro a letterati, scienziati ed artisti nativi di Castelfranco, opera del pittore veneziano Sebastiano Santi. L’atrio e la facciata, progettati dal Barea, giunsero a completamento nel 1858. Il 9 ottobre di quell’anno, la sala rinnovata fu inaugurata con la rappresentazione del Trovatore di Giuseppe Verdi, cui seguì la messa in scena del Barbiere di Siviglia di Giacomo Rossini e della Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti.

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Venerdi 25 maggio
Variabile (max. 25°)

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