Arte > Il Montello. Asolo e i colli > Altivole
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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Tomba Brion
Carlo Scarpa - E’ un grande ‘giardino sepolcro’ realizzato su un’area di 2200 metri quadrati da Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti del novecento, per la grande famiglia dei Brion. Il mausoleo è concepito come un percorso verso una dimensione che si spoglia dell’umana razionalità e si riveste della soprannaturale immaterialità dello spirito. Uno stretto corridoio rettangolare in penombra introduce nel giardino dove un arco austero e imponente, protegge le tombe dei Brion. Nel cimitero sono conservate anche le tombe dei parenti dei Brion. Sentieri di mattoni tagliano la terra alternandosi all’acqua, mentre forme di calcestruzzo, grandi e curve, fungono da ponti, pozzi e pareti. Percorsi pavimentati si incrociano con tappeti di mosaico, superfici di ferro e cemento, costoloni, architravi decorati, spazi pieni e vuoti.
Parrocchiale
Una pala del '700 - Conserva l'affresco di Noè Bordignon (1910), la Pala sull'altare maggiore di Dominicus Bonora Flamensis(1735) e un dipinto anonimo della Sacra Famiglia.
Parrocchiale, Caselle
Giambattista Canal - La Chiesa Parrocchiale, costruita nel XVIII secolo, è opera di Francesco Maria Preti e conserva un affresco di Giovan Battista Canal (1758). Subì nel corso del tempo delle varianti particolarmente visibili sui due fianchi esterni e nelle grandi colonne che da un alto piedistallo raggiungono la volta spezzando la continuità della trabeazione. L'edificio presenta una facciata di ordine ionico mentre l'interno è di ordine corinzio. Sul lato sinistro della chiesa è ancora conservata la torre campanaria eretta nel 1915 alta quasi 42 metri.
Nel 1973 la chiesa fu arricchita con un affresco su soffitto del veneziano Giambattista Canal ‘La Gloria di San Michele’, che segue l'impronta del grande maestro Giambattista Tiepolo.
Parrocchiale, San Vito
Due formelle del Canova - La chiesa, consacrata nel 1779, conserva molte opere di noti artisti. L'altare maggiore è opera di Pasino Canova (1576), i due angeli laterali sono di Francesco Torretto, l’Ulima Cena di Marco Vecellio, la 'lapidazione di Santo Stefano’ è opera di Nadal Melchiorri e la ‘Madonna del Carmine e Santi’ è di Bartolomeo Orioli. Nell’abside è conservata la ‘Vergine con Bambino e Santi’ attribuita a Luca Martinelli e la ‘Madonna del Rosario’ di Noè Bordignon. Le due formelle in marmo dell’altare maggiore sono attribuite, secondo una tradizione popolare, a Canova. |