Arte > Treviso
> Chiesa di Santa Maria Maddalena
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I segni del genio e la civiltà delle Ville Venete
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Primi decenni del 1400 - Le prime notizie della chiesa dedicata al culto di Santa Maria Maddalena sono presenti nella storia di Treviso già dai primi decenni del 1400.
La guerra di Cambrai del 1511 - L’originario edificio, di possesso dei frati Gerolimini, fu distrutto nel corso della guerra di Cambrai del 1511. La costruzione della nuova chiesa ebbe inizio un decennio più tardi ad opera di Fabrizio delle Tavole discepolo del Palladio.
Affresco seicentesco - Esternamente la chiesa presenta un affresco seicentesco che raffigura la santa patrona in orazione.
L’interno - L’interno è raccolto in un’unica navata con presbiterio e due cappelle sul fondo, mentre altre quattro cappelle si aprono lateralmente, due su ciascun lato, entro ampie nicchie.
I dipinti - I dipinti alle pareti della navata e del presbiterio ritraggono episodi biblici: ‘Il passaggio del mar Rosso’, ‘Il vitello d’oro’, ‘Il banchetto in casa del fariseo’, tutte opere queste del 1600 attribuite a Simone Forcellini, mentre ‘La resurrezione di Lazzaro’ è attribuita ad Antonio Molinari.
Marchiori, precursore del Canova - Nell’attico sulla parete di fondo sopra gli altari laterali due nicchie accolgono La Speranza e la Fede, le statue di Giovanni Marchiori, precursore del Canova.
Paolo Veronese - La pala sull’altare maggiore, attribuita a Paolo Veronese o alla sua scuola, è il celebre ‘Noli me tangere’ e raffigura Cristo Risorto che appare alla Maddalena. |