Città fortificate
> I nobili della Marca Trevigiana > Ezzelini
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Castelli, mura e città fortificate nella Marca Trevigiana
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Ezzelini - Furono signori della Marca nel cuore dell’Impero di Federico II, una delle più potenti famiglie feudali, insediatasi in origine ad Onara (nell’alta Padovana), in seguito a Castello di Godego ed infine a Romano (poi d'Ezzelino) nel vicentino.
Ezzelino I da Romano - Ezzelino I da Romano, detto il Balbo, fu un glorioso combattente durante le Crociate in Terra Santa per le quali ebbe onori e riconoscenze in feudi e ricchezze da parte del Patriarca d'Aquileia e dai vescovi di Feltre, Belluno e Treviso. Ma con l'inizio dell'ascesa dei Comuni e delle aggregazioni e accordi fra le famiglie, anche nei territori feudali degli Ezzelino iniziarono i primi scontri e le insurrezioni per sconfiggere l'egemonia feudale. Ezzelino I riuscì ad insediarsi a Treviso, la città più vicina ai suoi possedimenti e giurisdizioni. Diventò, nel 1175, rettore della Lega lombarda con Alselmo da Dovara e insieme a lui partecipò alle trattative e ai preliminari per la pace con l'Imperatore Barbarossa.
Ezzelino II detto il Monaco - Ezzelino II fu detto il Monaco in quanto nella parte finale della sua esistenza si dedicò alla vita monastica e ereditò dal padre tutti i possedimenti e gli onori della famiglia.
Ezzelino III il Tiranno - Il più famoso rappresentante della famiglia è Ezzelino III soprannominato 'il Tiranno di Padova'. La sua figura rappresenta il trapasso dalle concezioni profondamente feudali, delle quali può essere indicato come ultimo difensore, all'albore rinascimentale con la vivace intraprendenza dei liberi comuni. L'idea e l'utopia di Ezzelino era la riunificazione in un unico regno di tutta la vasta regione comprendente la 'marca veronese' (il Veneto) e la Lombardia. Egli era profondamente avverso all''anarchia' comunale. Alla fine fu un perdente e l'accanimento dei vincitori (tra i quali si schiera Dante Alighieri) consegna alla storia una figura dai contorni sanguinari. Ezzelino fu certamente violento, ma fu anche uomo di filosofie impossibili da realizzare per un uomo come lui, radicato profondamente nel feudalesimo. Le sue idee infatti si concretizzeranno un centinaio d'anni dopo.
Ezzelino nel Flegetonte - Dante pone Ezzelino nel Flegetonte, in una palude di sangue bollente, insieme a tiranni come Dionigi di Siracusa che "dier nel sangue e nell'aver di piglio" , mentre Ariosto gli dedicherà alcuni endecasillabi: "Ezzelino immanissimo tiranno / che fia creduto figlio del demonio / (...)".
Una spietata strage - Tutto questo accanimento verso Ezzelino è spiegabile nell'enorme potere che egli raggiunse. Fu il principale artefice degli scontri che si susseguirono in età Feudale nel Nord Italia e delle lotte che sconvolsero gli equilibri di ambito europeo lottando per la causa dell'Impero. Fu scomunicato dalla Chiesa perché eretico; fu definito da Papa Innocenzo IV come un assassino senza rispetto né per sesso e né per età, accecatore di fanciulli innocenti, capace di escogitare tutti i generi di tortura. Un personaggio storico che per il potere raggiunto era scomodo a molti che lo dipinsero come spietato e feroce, ma che certo non fu più crudele dei suoi contemporanei. Basti ricordare che dopo la morte di Ezzelino, tutta la famiglia fu vittima di una spietata strage perchè fosse cancellata ogni memoria dei suoi membri e ogni possibile loro reinserimento nella società. |