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Terra del buon vino, del radicchio, dei funghi...
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“E’ il dono che l'autunno fa all'inverno, per rallegrare con un po' dei suoi colori i campi ormai brulli e incupiti”.
Così recita un vecchio detto popolare a proposito del radicchio rosso di Treviso.
Radicchio - Le leggende su questo tipico ortaggio sono tante, tutte provenienti dall’antica cultura degli anziani contadini: c'è chi parla di uccelli che lasciarono cadere il seme di questa pianta sul campanile del paese in tempi remoti, chi parla di frati che trovarono e conservarono con cura questo seme, chi ancora racconta di una piantina che cresceva spontanea lungo i fossi e ai bordi degli orti fino a quando qualcuno non scoprì la possibilità di trasformarla nel croccante radicchio per mezzo dell'imbianchimento. Qualcuno racconta di aver sentito dire che tutto era iniziato quando un contadino della zona in inverno portò a casa dei radicchi di campo ammassati in una carriola. Dimenticati in un angolo, una delle piante, tolte le foglie esterne appassite e guaste, mostrava un cuore sano e dal colore rosso vivo.
Rosso e croccante radicchio - Che la scoperta gastronomica di trasformare la varietà di cicoria invernale, da sempre presente nei campi attorno a Treviso, nel rosso e croccante radicchio sia dovuta ad un fatto puramente casuale, è forse la possibilità più attendibile.
Metà del XVI secolo - Secondo alcuni studiosi la coltivazione del radicchio iniziò da metà del XVI secolo, a Dosson, piccolo paese della Marca Trevigiana. E la consacrazione ufficiale del radicchio rosso come pregiato ortaggio invernale simbolo di Treviso e protagonista delle tavole avviene per opera di Giuseppe Benzi, un agronomo di origine lombarda trasferitosi nel 1876 a Treviso come insegnante e che, divenuto responsabile dell'Associazione Agraria Trevigiana, darà vita, nel dicembre del 1900, alla prima mostre dedicate alla ‘rossa cicoria’.
‘Precoce’ e ‘Tardivo’ - Il radicchio, croccante e dal gusto amarognolo, è molto apprezzato crudo in insalata, cotto o ai ferri e per la sua duttilità si presta ad essere utilizzato in molte ricette. Per alcune varietà è consigliato tenerlo, intero o tagliato, a bagno nell'acqua per due-tre ore prima di consumarlo, per smorzarne il forte sapore amaro. Ma il radicchio di Treviso, nelle sue due selezioni ‘Precoce’ e ‘Tardivo’, è conosciuto e usato anche in medicina. Le radici, infatti, seccate e ridotte in polvere o preparate in sciroppi e decotti, servono come digestivo, tonico, stomatico e depurativo, mentre le foglie, messe in infuso o sciroppo, vengono impiegate per stimolare le funzioni digestive, per depurare il fegato e il sangue e anche per facilitare la diuresi; infine i fiori, in infuso, hanno la proprietà di favorire la secrezione della bile.
Un prodotto di alto pregio - Nel corso degli anni gli agricoltori dediti alla sua coltivazione hanno eseguito una rigorosa selezione, che ha portato ad ottenere un prodotto di alto pregio, suddiviso in tre varietà con caratteristiche ben distinte: precoce, medio precoce e tardivo.
Il marchio I.G.P. - Dal 1996, con il regolamento della Commissione Europea n.1263, la coltivazione del radicchio rosso é tutelata a livello comunitario con il marchio I.G.P., Identificazione Geografica Protetta, prestigioso riconoscimento ad una produzione orticola di alta qualitá destinata ad una sempre maggiore commercializzazione. |