La Grande Guerra
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Le tre battaglie - L'avversa conclusione della dodicesima battaglia sull'Isonzo, la rottura del fronte italiano a Caporetto e l’inevitabile ripiegamento dell'esercito italiano sul fiume Piave portarono, nel novembre 1917, il Monte Grappa in prima linea nello scenario degli eventi bellici. Il Massiccio diventò baluardo della difesa dalle truppe austriache che puntavano alla conquista della riva orientale del Piave. La conquista del Grappa, infatti, avrebbe consentito agli austo-ungarici di invadere la sottostante pianura veneta e colpire alle spalle lo schieramento nemico sul Piave, dal Montello al mare.
Ingenti perdite di uomini - Malgrado la stanchezza e le gravi condizioni logistiche e tattiche, i soldati italiani riuscirono a mantenere una forte barriera difensiva, non senza ingenti perdite di uomini. I soldati del Grappa riuscirono infine a stroncare definitivamente ogni azione offensiva con la terza battaglia dell'ottobre 1918.
La battaglia di arresto
Arrestare l'avanzata nemica - La prima battaglia difensiva che riuscì ad arrestare l'avanzata nemica si svolse in due fasi: dal 14 al 26 novembre e dall'11 al 21 dicembre 1917.
14 novembre - Preceduti da un attacco che era stato però contenuto sull'Altopiano di Asiago, gli austro – ungarici attaccarono il 14 novembre le nuove linee italiane appostate tra Cismon e Piave.
Dal 16 novembre - Dal 16 novembre vennero coinvolti il Monte Tomatico, il Monte Roncone e il Prasolan; dal 20 novembre furono interessate le quote ed i costoni di Cima Grappa del Col Caprile, Monte Pertica, Monte Fontanasecca, Col della Beretta, Monte Salarolo, Monte Spinoncia e Monte Tomba. Tutte località nominate lungo la Via Eroica del Sacrario.
26 novembre - Il 26 novembre la brigata Aosta, reparti del 94° fanteria e del battaglione alpino Val Brenta, riuscì a ricacciare con un violento combattimento da Col Beretta la divisione austro - ungarica Edelweiss.
Le truppe Alleate affluite in Italia il 5 dicembre entrarono in linea da Monfenera a Nervesa con il XXXI C.A. francese ed il XIV C.A. britannico.
11 dicembre - L'11 dicembre il nemico riprese con rinnovato vigore l'offensiva sul Col della Beretta, Col dell'Orso, Monte Spinoncia, Col Caprile, Monte Asolone riuscendo a raggiungere la piana di Bassano. L’esercito italiano però riuscì a contenere gli attacchi e il 21 dicembre il nemico desistette da ogni ulteriore tentativo offensivo.
La battaglia del Solstizio
Lavori in roccia, trincee, postazioni e reticolati - Durante la stagione invernale l’organizzazione difensiva italiana venne rafforzata con lavori in roccia, trincee, postazioni e reticolati, in previsione di altri e più massicci attacchi nemici. E’ in questo periodo che venne aperta nella roccia, al di sotto della cima del massiccio, la galleria Vittorio Emanuele III, un vero capolavoro d'ingegneria militare dotato di postazioni di artiglieria in caverna e di sbocchi offensivi per i contrattacchi.
Attaccare dagli Altopiani e dal Grappa - Il piano nemico prevedeva di attaccare dagli Altopiani e dal Grappa per giungere, attraverso la piana di Vicenza, alle spalle delle difese italiane sul Piave che sarebbero state attaccate contemporaneamente dalla 5 e 6 Armata austro - ungarica.
15 giugno 1918 - La grande battaglia, che prese poi il nome di Battaglia del Solstizio, scoppiò nella notte del 15 giugno 1918. Sul Grappa gli austriaci riuscirono ad irrompere nelle prime linee italiane e raggiunsero Col del Moins e Col Moschin, spingendosi fino al Ponte San Lorenzo. Contemporaneamente attaccò Cima Grappa da più direzioni e riuscì ad affermarsi sulla linea Solarolo - Valderoa.
16 giugno - Ma il 16 giugno le truppe italiane riuscirono a respingere il nemico da quasi tutte le posizioni conquistate.
Sul basamento della colonna romana collocata a Ponte San Lorenzo gli eventi sono ricordati con una lapide:"Qui giunse il nemico e fu respinto per sempre il 15 giugno 1918".
Ogni palmo del monte era sacro alla Patria - Il Comando Supremo, all'ordine del giorno del bollettino di guerra del 18 giugno ricorda l'eroico comportamento dell'Armata del Grappa: "ciascun sodato, difendendo il Grappa, sentì che ogni palmo del monte era sacro alla Patria".
640 medaglie al valor militare - 640 furono le medaglie al valor militare concesse per quella battaglia, di cui 486 a sodati.
La vittoriosa conclusione della battaglia difensiva ebbe un effetto determinante per l'esito finale della Grande Guerra.
La battaglia di Vittorio Veneto
Irrompere sul fronte feltrino - Il compito dell'Armata del Grappa era quello d'irrompere sul fronte feltrino per avanzare con l'azione di rottura delle Armate 8 e 10 dal Piave verso Vittorio Veneto.
All'alba del 24 ottobre 1918 le truppe italiane accesero la terza battaglia del Grappa.
Lo scontro si svolse sull'Asolone, Cima Pertica, Osteria del Forcelletto, Prassolan e Valderoa.
3 Novembre 1918 - Il 29 ottobre la IV Armata, in concomitanza della grande battaglia offensiva del Piave, avanzò in tutti i settori e riuscì ad irrompe sul nemico e a vincerne la resistenza.
Alle ore 15 del 3 novembre (ora dell'armistizio) l'Armata raggiunse la linea Borgo in Val Sugana - Fiera di Primiero in Val Cismon. |