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Le nozze di Figaro
Da Ponte e Mozart: storie di teatro, musica e amore
È la prima delle tre opere italiane scritte dal compositore salisburghese su libretto di Lorenzo Da Ponte. Musicato da Mozart all'età di ventinove anni, il testo dapontiano fu tratto dalla commedia ‘Le mariage de Figaro’ di Beaumarchais. La trama è di fatto la continuazione di quella del ‘Barbiere di Siviglia’, portato alla fama dall'opera di Gioacchino Rossini.
Fu Mozart stesso a portare una copia della commedia di Beaumarchais al Da Ponte che l'adattò a libretto in sei settimane traducendola in lingua italiana (ai tempi la lingua ufficiale dell'opera lirica) e rimuovendo gli elementi di satira puntigliosa dalla storia.
I personaggi della vicenda cominciano a risentire dell’influenza romantica che più tardi pervase l’opera lirica: sono uomini e donne non più inseriti nelle rigide macchiette settecentesche ma delineati a tutto tondo, ricchi di contraddizioni, di accenti diversi, di languori amorosi.
La prima rappresentazione dell’opera andò incontro a problematiche di ogni tipo a causa dell'elemento 'rivoluzionario' contenuto nella commedia di Beaumarchais.
Solo dopo aver convinto l'imperatore Giuseppe II della rimozione delle scene piu' discusse, l’opera ottenne il permesso di essere rappresentata a teatro.
Così ‘Le nozze di Figaro’ furono messe in scena al Burgtheater di Vienna, il 1 maggio 1786.
Dai salotti dell’aristocrazia alle strade popolari
Un grande sogno - L’opera è per Mozart la realizzazione di un grande sogno. Grazie all’incontro con Da Ponte, il compositore trova finalmente un libretto capace di soddisfare in pieno le sue aspirazioni di operista. Le ‘Nozze’ segnano il momento forse più felice e fecondo della sua carriera, scatenando nel pubblico di Praga un entusiasmo del tutto eccezionale. Particolare e del tutto nuova è la fusione di colto e ‘popolare’, il fatto che la musica ammirata e ascoltata dagli intellettuali nei salotti di èlite sia la stessa che la gente canta per le strade della città. L’opera è inoltre una grande sintesi tra generi diversi, tra opera lirica e musica strumentale. Mozart riprende soluzioni già sperimentate nella musica da camera, sinfonica e concertante, fa confluire in quest’opera un intero universo di esperienze compositive.
La struttura dell’opera
L'opera è articolata in quattro atti e ruota attorno ai maneggi del Conte d'Almaviva, invaghito di Susanna, la cameriera della Contessa. La vicenda si sussegue con un intreccio serrato e folle, donne e uomini si contrappongono nel corso di una giornata di passione travolgente, di drammaticità e di comicità esilarante e dove nel finale i ‘servi’ si dimostrano più signori e intelligenti dei loro padroni. L'opera è per Mozart (e prima di lui per Beaumarchais) un pretesto per prendersi gioco delle classi sociali dell'epoca che da lì a poco saranno travolte nei fatti con la Rivoluzione Francese.
L’opera è considerata un capolavoro di ingegneria teatrale: quattro atti risolti in una trama serratissima, senza un momento di pausa, in cui si contrappongono voci timbricamente simili (soprani da un lato, bassi dall’altro) nel corso di una giornata folle, assurda e travolgente. La comicità e il senso del dramma si mostrano come due lati, indissolubilmente uniti, di una medesima medaglia. Si tratta di un’opera che attraverso l’esplosione dei sentimenti passionali si mostrerà risolutamente sfacciata nel prendersi gioco delle classi sociali dell’ancien régime, in frantumi davanti al profondo cambiamento dei tempi.
La trama
Figaro e Susanna - L’intreccio racconta la storia di Figaro e Susanna, entrambi a servizio del Conte e della Contessa l’Almaviva. L’opera si apre sui due all’alba della giornata in cui verrà celebrato il matrimonio, ostacolato dal Conte che ha messo gli occhi sulla bella cameriera. La cerimonia verrà ritardata a causa di una serie di intrighi, mosse e contromosse architettate dal signore finchè la situazione si ricomporrà e il Conte cadrà nella sua stessa trappola grazie alla solidarietà tra Susanna e la Contessa.
L’opera è chiara metafora della rivincita del debole sul potente, del povero sul ricco, e soprattutto del plebeo sul nobile, e Figaro accanto a Susanna diventa il campione di chi, oppresso, lotta contro il secolare privilegio dell’aristocrazia.
di Francesca Ambroso
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