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TEMI NELLA MARCA TREVIGIANA - SPECIALE - LORENZO LOTTO: LA MADONNA RITROVATA
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> Lorenzo Lotto, l’arte di un ‘genio ribelle’
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Lorenzo Lotto, l’arte di un ‘genio ribelle’

Lorenzo Lotto - Visse incompreso nel suo tempo, con animo inquieto passò da una parte all’altra dell’Italia senza mai trovare pace, gettò nell’arte i suoi tormenti e le sue passioni senza riuscire a dare giusta dignità al suo sentire. Lorenzo Lotto, pittore veneziano del tardo Cinquecento, oggi riconosciuto come uno degli artisti più originali, cominciò la sua carriera proprio in terra trevigiana da dove poi partì per lavorare nelle Marche e in Lombardia. La sua presenza nella provincia veneta è documentata almeno dal 1503 al 1506, anni in cui l’artista entra in contatto con la cerchia umanistica del vescovo Bernardo De Rossi da Parma, un raffinato circolo di studi spirituali, alchemico-filosofici e letterari che lo portano ad una veloce maturazione intellettuale e artistica e gli assicura ben presto numerose commissioni.

I migliori pittori della sua generazione - Nell'ottobre del 1506 partì alla volta di Recanati e nel 1508 si spostò a Roma per dipingere le stanze del nuovo appartamento di Giulio II in Vaticano. Qui incontrò i migliori pittori della sua generazione: Beccafumi, Bramantino, e poi Sodoma e Cesare da Sesto. Ammirò i disegni del Bramante per la nuova basilica di S. Pietro e, forse, riuscì a vedere le prime pennellate di Michelangelo che proprio nel 1508 iniziava i lavori della Cappella Sistina.

Leonardo - L'impatto con l’intenso clima culturale del prestigioso cantiere del classicismo rinascimentale fu sconvolgente e l'artista sentì tutto il peso della rivoluzione formale e stilistica che ne derivava. Dopo questo momento di crisi iniziò per Lotto la fase più felice e creativa. Impegnato in numerose commissioni pubbliche e private a Bergamo, arricchì il suo linguaggio pittorico di spunti naturalistici e narrativi tipici della tradizione lombarda e realizzò opere ricche di originalità e soluzioni inedite. Entrò in contatto diretto con l'arte di Leonardo e del gruppo dei leonardeschi e guardò con attenzione alle loro ricerche espressive sui sentimenti e i moti dell'anima che egli riprese ed approfondì nei suoi ritratti.

Ritornare a Venezia - Alla fine del 1525 decise, dopo oltre 20 anni di assenza, di ritornare a Venezia, dove però ormai era grande la concorrenza di Tiziano. Tentò di farsi strada nell’ambiente, ormai diventato per lui troppo ostile, ma riuscì ad ottenere solo poche commissioni da parte di collezionisti privati. A salvare il suo lavoro fu ancora una volta la provincia: realizzò pale e disegni per Bergamo e per le Marche. La sua vena narrativa si caricava nel frattempo di accenti sempre più drammatici. Lontano da ambienti culturali prestigiosi e raffinati, solo a contatto con l'umile gente di paese, costantemente alle prese con problemi di sopravvivenza, il Lotto guardava ormai alla realtà delle cose senza più illusioni e ripiegò su se stesso e su una religiosità intima e sofferta.

Libro delle spese diverse - Nel 1538 il pittore si spostò ad Ancona e qui cominciò a scrivere il ‘Libro delle spese diverse’ conservato a Loreto, una fonte preziosa di dati e notizie sull'ultima fase della sua vita, una testimonianza dei lati più nascosti e segreti della sua personalità, dell'intensità profonda della sua fede, delle ansie di un animo buono e tormentato. Iniziarono gli spostamenti da una città all’altra alla ricerca di un luogo tranquillo dove poter lavorare e vivere la vecchiaia. Nell'agosto del '50 fu costretto a mettere in vendita tutti i dipinti, compresi i cartoni colorati delle tarsie di Bergamo di cui era gelosissimo. Rimasto solo e senza soldi decise, nel '52, di ritirarsi definitivamente a Loreto dove il governatore del Santuario gli assicurò vitto, alloggio e la possibilità di svolgere il proprio lavoro presso il convento.
Non si conosce con certezza la data della morte che avvenne comunque tra il settembre del '56 e il luglio del '57.

Silenzio dei contemporanei - La sua vita si concluse tra l'indifferente silenzio dei contemporanei e l’incomprensione per la sua pittura caratterizzata da un "eccesso di umanità" che solo secoli più tardi venne capita e apprezzata come una delle più alte espressioni artistiche.

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Clicca per ingrandireMadonna con il Bambino tra i Santi Girolamo e Nicola da Tolentino
Scuola di Lorenzo Lotto
Olio su tela, 1523/24 ca.
Treviso, collezione privata

 

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Lorenzo Lotto: l'arte di un "genio ribelle"
Madonna con il Bambino e i Santi Girolamo e Nicola da Tolentino
Intervista: il fotografo Pino Malgari
La pala del Lotto a Santa Cristina di Quinto

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