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Marca Trevigiana, emozioni da scoprire
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Villa Wasserman e Valle del Forame
E là le fate avevano trovato la loro dimora..
La valle a nord di Giavera chiusa e poco accessibile, il bosco, le grotte e la sorgente hanno alimentato fin dai tempi antichi le più strane e suggestive leggende. Vari erano i personaggi che la popolavano e che Gerolamo Bologni (1454-1517) nella poesia "Glaura" (Giavera, nome del torrente che sgorga nella valle) evoca con il nome di Satiri, Fauni, Driadi, Ninfe. Il popolo, che non conosceva queste figure mitologiche, ne avvertiva comunque la presenza nella valle e le denominava in modo diverso: fave o fate, lumiere, anguane, Mazariol. Quest'ultimo era un folletto burlone e scanzonato, vestito di rosso e autore di scherzi atroci ai danni dei contadini e dei viandanti solitari.
Nella storia di Giavera, scritta da Mons. Costante Chimenton (1925) si legge: "E là le fate avevano trovato la loro dimora; e il popolo nella sua fantasia superstiziosa le sentiva danzare presso il Forame, e attorno il camposanto, o apparire, nelle loro forme più strane, all'incauta montanina che si fosse arrestata nel bosco dopo il tramonto".
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