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Nella Marca Trevigiana non ci si ferma mai
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Trekking
Sentiero dal Cesen al San Boldo
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Arrivo |
Tempo |
| Pianezze |
Valdobbiadene Monte Barbaria |
1h |
| Valdobbiadene |
Pianezze |
2h |
| Praderadego |
Rifugio Posa Runer |
3h |
| Valmareno |
Praderadego |
3h |
| Miane |
Monte Crep |
3,30h |
| Passo San Boldo |
Bivacco del Loff |
2h |
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Sentiero dal san Boldo al Col Visentin
| Partenza |
Arrivo |
Tempo |
| Tovena |
Passo San Boldo |
2,30h |
| San Francesco de Paola-Revine |
Castel Major-Pian de le Femane |
2h |
| Passo San Boldo |
Pian de le Femane |
2h |
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Sentiero panoramico dal Grappa al Cansiglio
Ammirare la complessa struttura calcarea delle Prealpi - L’itinerario unisce le dorsali delle Prealpi all'immensa pianura veneta.
Sono tutti sentieri molto ben conosciuti e consentono di ammirare la complessa struttura calcarea delle Prealpi, separate dalle Dolomiti mediante la faglia della Linea della Valsugana e dalla sua diramazione secondaria del solco della Val Belluna. Le Prealpi formano un blocco geologico unico con gli Altipiani e il Cansiglio e sono segnate dalle tre profondissime incisioni del Canal del Brenta, Piave e Fadalto.
Colli del prosecco e Conegliano
La più antica via enologica d’Italia - La via del prosecco è la più antica via enologica d’Italia, creata nel 1966 su ispirazione della Deutsche Weinstrasse tra il Reno e la Mosella, un itinerario di 120 chilometri complessivi che si addentrano e si inerpicano lungo i colli da Conegliano a Valdobbiadene. E’ conosciuta da quando, nell'ultimo dopoguerra, i più attenti produttori vinicoli della Marca fondarono la Confraternita dei Cavalieri del Prosecco per difendere e valorizzare la vitienologia collinare. Secondo una leggenda, i Romani avevano già coltivato il Prosecco col nome di Pucino e ne avevano ricavato un vino molto apprezzato dall’imperatrice Livia Augusta.
Montello
Le prese - Caratteristiche del Montello sono le 'prese', piccole strade che dividono il colle. Hanno radici antiche e risalgono alla dominazione della Serenissima nella zona e al controllo del territorio forestale impostato già fin dal XV secolo.
Nel 1892, con la lottizzazione 'Bartolini', il colle è stato suddiviso in 21 strade d'accesso, le 'prese', che lo attraversano da parte a parte in senso nord-sud ed una strada 'dorsale' che lo attraversa completamente da Nervesa della Battaglia a Biadene.
Ognuna delle prese è dedicata ad un eroe della prima guerra mondiale.
La terra rossa - La caratteristica principale del territorio è la terra rossa che ricopre un conglomerato di ciottoli calcarei, porfido e granito impastati con argilla, tutti detriti del fiume Piave.
Il territorio è caratterizzato da numerosi tipi di forme carsiche: doline, vallette secche, valli chiuse e cavità semplici. In base a tale struttura morfologica si può ipotizzare che il sollevamento della zona abbia avuto inizio nel Pleistocene, all’incirca un milione di anni fa.
Parco del fiume Sile
Il parco del fiume Sile - Il parco del fiume Sile è il quarto in Veneto, l’unico nato per tutelare l'acqua intesa come risorsa vitale e non solo paesaggistica.
Il territorio del bacino del Sile è fortemente antropizzato e proprio per questo si potrebbe parlare di tre parchi distinti ma omogenei tra loro: il 'parco alto', quello che riguarda la zona delle risorgive; il 'parco della città', che tocca l'area urbana di Treviso e, infine, la 'porta dei parchi', ovvero l'ultimo tratto del parco del Sile, il parco archeologico della zona di Quarto d'Altino e il parco della Laguna di Venezia.
Il più lungo fiume d'Europa di risorgiva - Il Sile con i suoi 95 chilometri di lunghezza è il più lungo fiume d'Europa di risorgiva e presenta per le sue caratteristiche naturali e per l'azione dell'uomo una successione di ambienti diversissimi tra loro. E' per difendere questa caratteristica del territorio che la Regione ha deciso di istituire il parco a partire proprio dalla particolarità dell'area delle risorgive che, pur avendo subito diverse alterazioni nel corso dei secoli, comprende una serie di elementi tali (fontanili, laghetti, aree paludose e torbose, unite da una fitta rete di piccoli corsi d'acqua) da rendere assolutamente unica l'intera zona.
Le Grotte del Caglieron
E’ uno tra gli spettacoli naturali più belli - E’ uno tra gli spettacoli naturali più belli nella provincia di Treviso, posto lungo il corso del Piave. Il complesso delle grotte del Caglieron, a Breda di Fregona, è costituito da una grotta naturale costellata da diverse cave, una serie di antri che si sono formati nei secoli in seguito all'opera della natura e dell'uomo presso una forra scavata dalle acque del torrente Caglieron. Alcune di queste grotte, sostenute da grandissimi pilastri naturali, sono state scavate dalla mano dell'uomo per ricavare la caratteristica pietra dolce da costruzione, ricercata in tutta la zona come ornamento degli edifici.
All'interno delle grotte grazie ad un sentiero attrezzato - La cavità naturale è stata scavata dal torrente Caron, che la percorre con una serie di cascate e di marmitte. E' possibile seguire il percorso del torrente all'interno delle grotte grazie ad un sentiero attrezzato con passerelle in legno. All'uscita è ancora ben conservato un antico mulino ora adibito ad osteria.
Le cave, risalenti al '500, fornivano la ‘piera dolza’ (Arenaria), estratta con grossi scalpelli secondo la disposizione naturale della roccia.
Valorizzazione di manufatti - Nei pressi di Fregona, a Cison di Valmarino, è stato progettato un percorso di valorizzazione di manufatti collegati allo sfruttamento delle acque del torrente Rujo, affluente del Piave, che taglia a metà il paese. Nell’ottocento, mulini, magli, lavatoi, abbeveratoi si affiancavano alle filande ad acqua, a fuoco e a vapore.
Nel territorio, e in particolare nella zona di Vittorio Veneto, ci sono ancora segni significativi dell'industria della seta. In una ex filanda, il Museo del baco da seta, è stato ricostruito un ambiente in cui sono documentate le diverse fasi di allevamento dei bachi (i cavaliér), le operazioni e gli strumenti necessari per l'ottenimento dei bozzoli (galéte). Quelli prodotti nelle montagne del vittoriese erano molto ricercati, come anche il seme che veniva smerciato in tutto il Veneto e fuori regione.
Le Fontane Bianche – Sernaglia della Battaglia
Antico terrazzo fluviale del Piave - Costituiscono un’area golenare del fiume Piave e si trovano tra i paesi di Fontigo e Falzè. Il naturale confine a nord dell'area delle Fontane è costituito dall'antico terrazzo fluviale del Piave, a sud dall'attuale alveo del fiume, e ad ovest dalla congiungente la chiesetta di S. Libera a Fontigo con il Molino Vecchio in Val.
Formate da una fitta rete di corsi d’acqua e canali creati da numerose risorgive, coperte da una densa vegetazione, costituiscono una vera e propria oasi per numerose varietà di piante ed animali.
L’area dei Palù - L’area dei Palù, compresa nei territori dei comuni di Moriago della Battaglia, Vidor, Farra di Soligo e Sernaglia della Battaglia, frutto della bonifica operata dai frati benedettini intorno al 1200, ha mantenuto fino ad oggi la sua caratteristica tipologia agraria, ‘a campi chiusi’, ormai quasi unica nel suo genere.
L’intervento fatto nel passato su questa particolare zona ha permesso di raggiungere un equilibrio ottimale tra sfruttamento da parte dell’uomo e salvaguardia dell’ambiente.
Isola dei Morti
Per ricordare gli scontri e l’attraversamento del Piave - Prima della Guerra era un appezzamento di terreno nei pressi del greto del fiume Piave che, diviso in 16 lotti e spartito tra altrettante famiglie, riforniva di legna e di fieno.
Venne ribattezzato ‘Isola dei Morti’ dopo la Grande Guerra per ricordare gli scontri e l’attraversamento del Piave da parte degli italiani.
Visitare i punti salienti dell’Isola - L’itinerario che viene proposto nella zona permette di visitare i punti salienti dell’Isola: il Cippo degli Arditi, il laghetto, la chiesa della Madonna del Piave, le acque del fiume.
Itinerario Castello della Bastia – Chiesa di San Giorgio
Territorio montano - Il sentiero attraversa un territorio montano e parte da una quota di 297 metri. Dalla Valle dei Bresciano si sale verso il Colle del Castel della Bastia e si scende poi verso la chiesetta di San Giorgio.
Presso la chiesetta di San Giorgio, nella vecchia casetta che un tempo ospitava il custode, ha sede il Museo dei percorsi storici della Valcavasia che espone i tabelloni illustrativi dei diversi castelli, castellieri e bastie che hanno interessato l’area pedemontana del Grappa e le colline dell’Asolano, tra Brenta e Piave, a partire dal secolo XI, cioè nel periodo più acuto della crisi tra Papato ed Impero, sfociato poi nel manifestarsi dei Comuni e delle Signorie. |